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La rapina al Brink’s-Mat: tre tonnellate d’oro svanite nel nulla
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La rapina al Brink’s-Mat: tre tonnellate d’oro svanite nel nulla

Un ladro

Nel 1983 sei uomini assaltarono il deposito Brink’s-Mat vicino a Heathrow, rubando oro, diamanti e denaro per 26 milioni di sterline.

La mattina del 26 novembre 1983, sei uomini armati entrarono nel deposito della società Brink’s-Mat, situato nell’Heathrow International Trading Estate, vicino all’aeroporto di Londra. La banda pensava di trovare circa un milione di sterline in valuta estera. All’interno scoprì invece un carico enormemente più prezioso: quasi tre tonnellate d’oro, oltre a diamanti, platino e denaro, per un valore complessivo stimato in 26 milioni di sterline dell’epoca.

camionetta della polizia
camionetta della polizia – newsmondo.it

Brink’s-Mat: l’irruzione e le minacce ai dipendenti

L’accesso fu facilitato da Anthony Black, addetto alla sicurezza del deposito e cognato di uno dei rapinatori, Brian Robinson. Black aveva fornito informazioni e una chiave alla banda. Una volta entrati, i criminali immobilizzarono le guardie, ne cosparsero alcune di benzina e minacciarono di incendiarle qualora non avessero consegnato le combinazioni della cassaforte.

Il carico comprendeva circa 6.800 lingotti d’oro, collocati in decine di scatole. Trasportare e soprattutto rivendere una quantità simile rappresentava però un problema non previsto: ogni lingotto era marchiato e numerato, rendendo rischiosa la sua immissione diretta nel mercato legale.

Black venne arrestato pochi giorni dopo e decise di collaborare, indicando alcuni componenti del gruppo. Nel febbraio 1984 si dichiarò colpevole e fu condannato a sei anni di reclusione. Le sue dichiarazioni contribuirono alle accuse contro Micky McAvoy e Brian Robinson.

Condanne, riciclaggio e oro scomparso

Nel dicembre 1984 McAvoy e Robinson furono riconosciuti colpevoli della rapina a mano armata e condannati a 25 anni di carcere ciascuno. Furono gli unici due componenti della banda entrata nel deposito a ricevere una condanna definitiva per il colpo; un terzo imputato, Tony White, venne assolto per insufficienza delle prove.

Per nascondere l’origine del bottino, una parte dell’oro venne fusa, mescolata con altro metallo e rivenduta attraverso operatori apparentemente legittimi. Kenneth Noye, che non faceva parte del gruppo entrato nel deposito, fu condannato nel 1986 per la gestione dell’oro rubato e ricevette una pena di 14 anni. Anche Brian Reader e Garth Chappell furono condannati per il loro ruolo nello smaltimento del bottino.

Il commerciante John “Goldfinger” Palmer ammise di avere fuso alcuni lingotti, ma sostenne di non sapere che provenissero dalla rapina e venne assolto nel 1987. Gran parte dell’oro non fu mai recuperata in forma originale: gli investigatori ritengono che molto sia stato rifuso e immesso nel normale mercato dei metalli preziosi. La rapina rimane così uno dei più celebri colpi della storia criminale britannica, ma non tutte le persone successivamente associate al caso furono riconosciute colpevoli.

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ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2026 9:33

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